Il conto alla rovescia è iniziato. L’8 maggio 2026 la Commissione europea ha pubblicato il draft delle linee guida sull’articolo 50 dell’AI Act, aprendo una consultazione pubblica chiusa il 3 giugno successivo. In parallelo è arrivato anche il secondo draft del Code of Practice, il codice di condotta dedicato alla marcatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Ma per le imprese — soprattutto nei settori pharma, medtech e digital health — la data chiave resta il 2 agosto 2026, quando entreranno in vigore gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act. Da quel momento provider e deployer di sistemi di IA dovranno rispettare regole precise su informazione agli utenti, marcatura dei contenuti sintetici, deep fake e contenuti pubblicati su temi di interesse pubblico.
I quattro obblighi dell’articolo 50
L’articolo 50 introduce quattro categorie di obblighi.
La prima riguarda i sistemi che interagiscono direttamente con le persone: l’utente deve sapere che sta dialogando con una macchina. La seconda riguarda i contenuti sintetici, che dovranno essere marcati in formato machine-readable e resi riconoscibili come generati o manipolati dall’IA. La terza riguarda i sistemi di emotion recognition e biometric categorisation, che richiedono un’informativa specifica. La quarta interessa deep fake e testi AI-generated pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse generale.
Le linee guida chiariscono che più obblighi possono applicarsi contemporaneamente allo stesso sistema.
Sanità, il settore più esposto
In sanità il tema è particolarmente sensibile. Chatbot di triage, assistenti virtuali, piattaforme di telemedicina e strumenti di patient engagement non potranno affidarsi a informative generiche o nascoste nei termini di servizio. Secondo la Commissione, l’obbligo di trasparenza scatta quando non è evidente per l’utente che l’interazione avviene con una IA. Nei contesti sanitari — dove possono essere coinvolti pazienti fragili, anziani o minori — la disclosure dovrà essere chiara, visibile e collocata direttamente nel punto di interazione.
Un altro nodo riguarda la comunicazione scientifica e sanitaria. I testi AI-generated pubblicati su temi di interesse pubblico dovranno essere etichettati, salvo il caso in cui siano sottoposti a una revisione umana sostanziale e a una chiara responsabilità editoriale. Una questione che riguarda non solo i media, ma anche aziende farmaceutiche, produttori di dispositivi medici e strutture sanitarie.
Marcatura dei contenuti sintetici
La parte più complessa resta quella tecnica. La Commissione chiede che i contenuti generati o manipolati dall’IA siano identificabili tramite strumenti machine-readable e accompagnati da sistemi di detection efficaci e affidabili. Nel digital health il tema tocca ambiti delicati come imaging medico sintetico, materiali formativi e contenuti scientifici. Per le imprese diventa quindi essenziale distinguere tra semplice editing tecnico e manipolazione sostanziale del contenuto, che farebbe scattare gli obblighi di marcatura.
La finestra che resta
Il tempo è limitato. La versione finale del Code of Practice è attesa entro giugno, mentre il 2 agosto 2026 scatteranno gli obblighi principali di trasparenza previsti dall’articolo 50.
Per le imprese il tema non è più se adeguarsi, ma come farlo in tempo. Le aziende, soprattutto le PMI, dovranno definire una strategia aziendale per l’AI, assegnando ruoli e responsabilità, formare il personale sull’uso etico e legale dell’AI, mappare e classificare i sistemi AI utilizzati in azienda, valutare i rischi di ogni sistema e implementare misure di governance e sicurezza.
Ti offriamo una consulenza mirata per gli investimenti in impiantistica e infrastrutture digitali, utile ad aumentare la competitività aziendale e la capacità di crescita.
Con il nostro supporto puoi portare la tua impresa verso il futuro!
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Antonio Ciccarelli
CONTATTI
ciccarelli@unindustria.na.it
Tel. 081 5836153
