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ZES UNICA MEZZOGIORNO 2026: PROROGA AL 2028 E NUOVE REGOLE PER IL CREDITO D’IMPOSTA

1 Dicembre 2025
Uniservizi.na

La Legge di Bilancio 2026 conferma il ruolo strategico della ZES Unica come motore di sviluppo per il Mezzogiorno, introducendo una proroga significativa del credito d’imposta fino al 31 dicembre 2028 e nuove modalità di comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Una misura che, di fatto, assicura alle imprese meridionali un orizzonte di pianificazione più ampio e stabile, favorendo investimenti strutturali e una crescita produttiva più duratura.

Continuità e nuove risorse: la proroga al 2028

La nuova manovra finanziaria interviene sul decreto-legge 124/2023, estendendo la durata del beneficio fiscale inizialmente previsto per il biennio 2024-2025. La proroga coprirà anche gli anni 2026, 2027 e 2028, con uno stanziamento complessivo di oltre 4 miliardi di euro: 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
Il credito d’imposta continuerà a sostenere gli investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate all’interno del perimetro della ZES Unica del Mezzogiorno, che include tutte le regioni meridionali. Per gli imprenditori, la proroga rappresenta una garanzia di continuità: la possibilità di programmare piani di investimento pluriennali, sapendo di poter contare su un supporto fiscale certo e definito nel tempo.

Nuove regole per la comunicazione del credito

Dal 2026 cambiano le modalità di comunicazione all’Agenzia delle Entrate, con l’introduzione di un calendario più ordinato e trasparente. Le imprese dovranno trasmettere una comunicazione iniziale contenente le spese sostenute e previste tra il 31 marzo e il 30 maggio di ciascun anno di riferimento (2026, 2027 e 2028).
Successivamente, sarà necessario inviare una comunicazione integrativa per attestare la reale esecuzione degli investimenti dichiarati. Tale adempimento andrà completato nei primi quindici giorni di gennaio dell’anno successivo (dal 3 al 17 gennaio 2027, 2028 e 2029), includendo l’importo effettivamente investito, gli estremi delle fatture elettroniche e la certificazione rilasciata dal Ministero per gli Affari Europei, il Sud e il PNRR.
Questa doppia fase di comunicazione mira a semplificare i controlli e a rendere più lineare l’iter di riconoscimento del credito, garantendo al tempo stesso trasparenza e certezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Calcolo e limiti del credito d’imposta

Per il triennio 2026-2028, l’importo effettivamente fruibile sarà determinato annualmente dall’Agenzia delle Entrate, che stabilirà la percentuale di riconoscimento del credito in base al rapporto tra il limite complessivo di spesa e le somme richieste. In pratica, se le domande dovessero superare i fondi disponibili, l’agevolazione verrà ridotta in proporzione.
In prospettiva, la ZES Unica continuerà a essere un elemento chiave per attrarre nuovi investitori, migliorare la competitività dei territori e valorizzare le filiere produttive locali.

Affrontare gli adempimenti fiscali. Una sfida per le imprese

Ma come affrontare opportunità come quelle previste con la ZES Unica senza sprofondare nel caos burocratico? Ogni impresa, infatti, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore di attività, deve destreggiarsi ogni anno tra numerosi adempimenti fiscali e rispettare una serie di regolamenti stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. La migliore soluzione è di rivolgersi a professionisti esperti. Grazie al loro supporto, infatti, sarà possibile avere una conoscenza approfondita dei propri obblighi fiscali e delle diverse opzioni disponibili per ridurre gli oneri, come l’utilizzo di agevolazioni fiscali, deduzioni e crediti d’imposta.

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PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Antonio Ciccarelli
CONTATTI
ciccarelli@unindustria.na.it
Tel. 081 5836153

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