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DECRETO FISCALE 2025: COSA CAMBIA PER AZIENDE, PARTITE IVA E PROFESSIONISTI

21 Luglio 2025
Uniservizi.na

Il Decreto-Legge 17 giugno 2025, n. 84, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, introduce importanti novità fiscali rivolte a imprese, professionisti, titolari di partita IVA e soggetti del Terzo Settore. Le misure, in vigore dal giugno 2025, puntano a semplificare alcuni adempimenti, rafforzare la tracciabilità delle spese e aggiornare le modalità di calcolo di alcuni istituti fiscali.

Proroga delle scadenze fiscali

Il decreto prevede lo slittamento dei principali versamenti fiscali. Per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e per i titolari di partita IVA in regime forfettario, la scadenza per i versamenti relativi a redditi, IRAP e IVA è stata spostata dal 30 giugno al 21 luglio 2025, senza applicazione di sanzioni o interessi. È prevista inoltre la possibilità di effettuare i versamenti fino al 20 agosto 2025, applicando una lieve maggiorazione dello 0,4%. Un’ulteriore proroga riguarda i Comuni, che avranno tempo fino al 15 settembre 2025 per approvare le delibere regolamentari e le aliquote IMU per l’anno in corso.

Spese di trasferta: obbligo di tracciabilità

Una delle novità più concrete per aziende e professionisti riguarda la tracciabilità delle spese di trasferta. Le spese sostenute in Italia da lavoratori dipendenti o autonomi per vitto, alloggio, trasporti e viaggi (inclusi taxi e NCC) saranno deducibili o escluse dal reddito solo se pagate con strumenti tracciabili, come bonifici, carte di pagamento o app bancarie. Le spese effettuate all’estero, invece, restano esenti da tale obbligo: continueranno a essere deducibili anche se sostenute in contanti o con mezzi non tracciabili.

Professionisti e rimborsi spese

Il decreto chiarisce il trattamento fiscale dei rimborsi spese per i lavoratori autonomi. In particolare: le spese rimborsate in modo analitico dal committente non costituiscono reddito se pagate in modo tracciabile. Se pagate in contanti, invece, concorrono alla formazione del reddito imponibile. Le spese sostenute direttamente dal professionista sono deducibili solo se tracciabili. Anche per i rimborsi a dipendenti o collaboratori autonomi, la deducibilità è subordinata all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili. Le modifiche, che riguardano gli articoli 54 e 54-septies del TUIR, si applicano alle spese sostenute a partire dal 18 giugno 2025.

Nuove regole per il riporto delle perdite

Importanti novità interessano le imprese sul fronte del riporto delle perdite.Viene eliminato il precedente riferimento al patrimonio netto come criterio per calcolare la quota riportabile, sostituito ora da una formula basata sul doppio dei conferimenti e dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti.Questa modifica rende il sistema più oggettivo e aderente alla realtà economica delle imprese, facilitando la gestione fiscale soprattutto in fasi di ristrutturazione o crescita.

Deduzione del costo del lavoro semplificata

Il decreto semplifica anche le regole per la deduzione fiscale legata alle nuove assunzioni. Viene eliminato il riferimento alle società collegate, rendendo più diretta e chiara la determinazione del reddito d’impresa nei casi in cui si verifichino incrementi occupazionali.

Novità per partite IVA, split payment e reverse charge

A partire dal 1° luglio 2025, le operazioni effettuate con le società quotate nel FTSE MIB non saranno più soggette al meccanismo dello split payment, con una conseguente semplificazione nei flussi IVA per i fornitori. Inoltre, il decreto estende il meccanismo del reverse charge al settore del trasporto e della logistica, subordinatamente all’autorizzazione da parte dell’Unione Europea.

Terzo Settore: fiscalità agevolata al via nel 2026

Il decreto dà piena attuazione alla fiscalità agevolata per gli enti del Terzo Settore, come previsto dal Codice ETS. La decorrenza ufficiale è fissata al 1° gennaio 2026, segnando un passo decisivo verso l’armonizzazione delle regole fiscali per enti non profit, associazioni e cooperative sociali.

Redditi finanziari e professionali: nuove classificazioni

Viene infine precisata la natura fiscale di alcuni redditi percepiti da professionisti. Gli interessi e i proventi finanziari sono ora considerati a tutti gli effetti redditi di capitale, mentre le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in società artistiche o professionali sono classificate come redditi diversi. Questa distinzione mira a una maggiore coerenza normativa e a facilitare la gestione contabile e dichiarativa di tali proventi.

Rivolgersi a professionisti esperti

Il Decreto fiscale 2025 rappresenta un intervento organico che mira a semplificare, chiarire e rafforzare alcuni aspetti chiave del sistema tributario italiano.
Per le aziende e i professionisti, il provvedimento comporta obblighi immediati di adeguamento, soprattutto in tema di tracciabilità delle spese e pianificazione fiscale. Allo stesso tempo, però, apre anche spazi di semplificazione e maggiore certezza nelle regole, soprattutto per chi opera in modo trasparente e conforme.
Quando si tratta di affrontare questioni fiscali complesse, le aziende possono rivolgersi a professionisti esperti. Collaborare con consulenti fiscali qualificati, infatti, può offrire una guida preziosa e assicurare il pieno rispetto delle normative vigenti.

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PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Antonio Ciccarelli
CONTATTI
ciccarelli@unindustria.na.it
Tel. 081 5836153

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