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RAPPORTO MEDIOBANCA: ITALIA LEADER IN EUROPA PER PRODUTTIVITÀ DELLE MEDIE IMPRESE. SPICCA LA CAMPANIA

28 Luglio 2025
Uniservizi.na

Nel 2023, le medie imprese italiane si confermano la punta di diamante del tessuto manifatturiero europeo, superando le concorrenti tedesche e francesi in termini di fatturato e occupazione e piazzandosi al primo posto assoluto per produttività. È quanto emerge dal XXIV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane, realizzato dall’Area Studi Mediobanca, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere.
Un risultato che premia un modello imprenditoriale radicato e competitivo: 3.650 aziende familiari, fortemente orientate ai comparti del Made in Italy, che tra il 2014 e il 2023 hanno registrato un incremento del 31,3% della produttività del lavoro, un +54,9% nelle vendite e un +24,2% di occupazione. Prestazioni paragonabili a quelle delle imprese di medio-grande dimensione e superiori ai grandi gruppi industriali italiani.

Campania: 171 medie imprese, oltre 10 miliardi di fatturato e 19.600 occupati

Nel panorama nazionale, la Campania si distingue per il peso crescente delle sue medie imprese industriali, che nel 2023 ammontano a 171 realtà aziendali, pari al 4,6% del totale italiano, con un fatturato complessivo che supera i 10,1 miliardi di euro, corrispondente al 5,3% del totale nazionale. Il fatturato medio per impresa in Campania si attesta sui 59,2 milioni di euro, con un Ebit Margin (margine operativo) del 9,6%, a conferma della solidità economica e della capacità di generare valore.
La distribuzione territoriale mostra un tessuto industriale dinamico, trainato dalle province di Napoli, con 56 imprese che generano 3,5 miliardi di euro; Salerno, con 57 imprese per un totale di 3,4 miliardi; Caserta, con 39 imprese e 2 miliardi; Avellino, con 13 imprese e 0,8 miliardi; Benevento, con 6 imprese e 0,3 miliardi.
Le medie imprese campane occupano complessivamente 19.600 addetti e possono contare su un’apertura internazionale significativa: l’export rappresenta il 30,6% del fatturato regionale, ovvero circa 3,1 miliardi di euro.

Prospettive 2025: crescita moderata ma sfide rilevanti

Per il 2025, le medie imprese italiane si attendono un’ulteriore crescita del 2,2% del fatturato e del 2,8% delle esportazioni rispetto al 2024. Tuttavia, il quadro non è privo di criticità. A preoccupare sono la concorrenza low-cost (un fattore che colpisce circa il 70% delle imprese), l’instabilità geopolitica, l’aumento dei costi energetici. A queste si aggiungono due zavorre strutturali: l’elevata pressione fiscale e il mismatch occupazionale, ovvero la difficoltà nel reperire competenze adeguate rispetto ai profili richiesti. Infine, i dazi USA, già introdotti o minacciati, potrebbero colpire il 30% delle medie imprese, con un’ulteriore quota del 21,3% potenzialmente interessata. Per questo motivo, il 52,6% delle aziende auspica una politica commerciale europea comune contro la concorrenza sleale, mentre il 31,2% chiede una strategia condivisa in tema di sicurezza energetica.

La Campania tra eccellenze manifatturiere e sfide globali

I numeri confermano che le medie imprese campane rappresentano un asset strategico per l’economia regionale e nazionale, capaci di coniugare radicamento territoriale, competitività internazionale e capacità di innovazione. Ma come per il resto d’Italia, resta fondamentale affrontare con decisione i nodi strutturali e le incertezze globali per sostenere il potenziale di crescita e rafforzare il ruolo della Campania nel sistema produttivo europeo.

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Antonio Ciccarelli
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