Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto legge sulla sicurezza sul lavoro e la protezione civile, un provvedimento atteso da mesi che punta a rafforzare la prevenzione degli infortuni, promuovere la cultura della sicurezza e introdurre nuovi strumenti di vigilanza e premialità per le imprese più attente alla tutela dei lavoratori.
Incentivi alle imprese virtuose
Tra le principali novità, spicca il meccanismo di premialità per le imprese che dimostrano di ridurre gli infortuni attraverso politiche aziendali di prevenzione e gestione efficace dei rischi. Le aziende con un andamento infortunistico positivo potranno beneficiare di sgravi e incentivi INAIL, a partire dalla revisione delle aliquote contributive nel settore agricolo, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026. L’obiettivo è chiaro: favorire comportamenti virtuosi e responsabilizzare i datori di lavoro, premiando chi investe in sicurezza. Tuttavia, il decreto introduce anche cause di esclusione dal bonus, per esempio in presenza di sanzioni o condanne in materia di sicurezza nei tre anni precedenti.
Badge di cantiere e patente a crediti
Per contrastare il lavoro irregolare e migliorare la tracciabilità dei lavoratori, il decreto introduce il badge di cantiere, una tessera digitale con i dati identificativi dei lavoratori, che dovrà essere precompilata attraverso la piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa). Accanto al badge, viene rafforzato anche il sistema della patente a crediti, già in uso nel settore edile, che potrà essere esteso ad altri comparti ad alto rischio. Le imprese perderanno punti in caso di violazioni delle norme di sicurezza e potranno essere escluse dai cantieri pubblici o privati in caso di gravi infrazioni.
Vigilanza e nuove assunzioni
Il decreto prevede un potenziamento dell’attività di vigilanza, con l’assunzione di 300 nuovi ispettori INAIL e 100 carabinieri del Comando per la tutela del lavoro. Le verifiche saranno concentrate soprattutto nei comparti dove il rischio di infortuni è più elevato, come edilizia e agricoltura, e nei contesti di subappalto, considerati tra i più critici in termini di sicurezza.
Formazione e modelli organizzativi
Ampio spazio è dedicato alla formazione. L’obbligo di aggiornamento periodico per i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza (RLS) viene esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, rafforzando così la cultura della sicurezza in ogni dimensione aziendale. Il decreto prevede inoltre l’adozione di linee guida per il tracciamento dei mancati infortuni (“near miss”), obbligatorie per le aziende con più di 15 dipendenti. Le imprese che adotteranno sistemi avanzati di monitoraggio e gestione dei rischi potranno accedere a nuovi incentivi economici e premiali, riconoscendo il valore della prevenzione come investimento strategico.
Tutela della salute e supporto alle microimprese
Tra le misure di tutela sanitaria, il decreto introduce una nuova tipologia di visita medica per i lavoratori coinvolti in attività ad alto rischio, nei casi in cui vi sia il sospetto di uso di sostanze stupefacenti o alcoliche. Particolare attenzione è riservata alle microimprese, per le quali sono previste azioni di supporto nella sorveglianza sanitaria, oltre alla possibilità di inserire nei contratti collettivi permessi retribuiti per gli screening oncologici garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Il medico competente avrà un ruolo più attivo nella promozione di campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione oncologica, rafforzando l’integrazione tra salute e lavoro.
Un nuovo paradigma della sicurezza
Il nuovo decreto segna un passo decisivo verso una sicurezza partecipata, in cui lo Stato rafforza controlli e sanzioni ma, al tempo stesso, premia le imprese che investono nella tutela delle persone.
La sicurezza diventa così non solo un obbligo normativo, ma un elemento distintivo della qualità e della competitività aziendale, in linea con un modello produttivo sostenibile e responsabile.
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