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WELFARE AZIENDALE 2026: UNA LEVA STRATEGICA PER LE IMPRESE

16 Marzo 2026
Uniservizi.na

Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore interviene in modo mirato sul welfare aziendale, consolidando strumenti già apprezzati dalle imprese e introducendo novità operative dal 1° gennaio 2026. Il messaggio è chiaro: il welfare non è più un elemento accessorio della politica retributiva, ma una leva strategica di competitività. Le misure su buoni pasto, fringe benefit, previdenza complementare e premi di risultato rafforzano il potere d’acquisto dei lavoratori e, allo stesso tempo, preservano l’efficienza fiscale per le aziende.

Buoni pasto: esenzione fino a 10 euro per gli elettronici

La novità di maggiore impatto riguarda i buoni pasto elettronici, il cui limite di esenzione fiscale e contributiva sale da 8 a 10 euro per ogni giornata lavorata. Resta invece invariata a 4 euro la soglia per i buoni cartacei.
Per gli elettronici fino a 10 euro al giorno l’importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente, non è soggetto a contribuzione previdenziale, è interamente deducibile per l’azienda e consente la detraibilità IVA al 4% secondo le regole vigenti. L’incremento non rappresenta solo un adeguamento economico, ma un riconoscimento del buono pasto come strumento centrale del welfare quotidiano: per i lavoratori significa maggiore potere d’acquisto netto, per le imprese la possibilità di aumentare il valore riconosciuto senza incidere sul costo del lavoro.

Fringe benefit: continuità e pianificazione

Confermate, inoltre, le soglie di esenzione dei fringe benefit già in vigore nel 2025: 1.000 euro per la generalità dei lavoratori e fino a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. La continuità normativa rappresenta un elemento di stabilità che consente alle aziende di pianificare con maggiore certezza le politiche di welfare, integrando i benefit in strategie strutturali di retention, employer branding e attrazione dei talenti.
Novità anche sul fronte della previdenza complementare. Il tetto annuo di deducibilità dei contributi ai fondi pensione passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro.

Premi di risultato: aliquota all’1% e massimale a 5.000 euro

Particolarmente rilevante è il rafforzamento della disciplina sui premi di risultato per il biennio 2026-2027. L’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle somme erogate sotto forma di premi di produttività o partecipazione agli utili scende dal 5% all’1%, mentre il limite di importo agevolato sale da 3.000 a 5.000 euro. L’intervento rende la retribuzione variabile uno degli strumenti fiscalmente più efficienti per redistribuire il valore generato dall’impresa, incentivando performance e coinvolgimento con un impatto fiscale estremamente contenuto.

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Antonio Ciccarelli
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ciccarelli@unindustria.na.it
Tel. 081 5836153

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