La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo del Ministero del Turismo, di concerto con il MEF, segna un passaggio operativo rilevante per il sistema imprenditoriale del settore. La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2025, mette a terra un pacchetto di incentivi destinati a sostenere la competitività e la trasformazione dell’offerta turistica italiana.
Il provvedimento definisce in modo puntuale regole, beneficiari e spese ammissibili, delineando un quadro strutturato che punta su riqualificazione energetica, digitalizzazione e sostenibilità, con una chiara finalità: rendere le imprese più efficienti e capaci di intercettare una domanda turistica in evoluzione, sempre più orientata a qualità, tecnologia e destagionalizzazione.
Struttura normativa e governance dell’incentivo
Il decreto si articola in 18 articoli che coprono l’intero ciclo di vita dell’agevolazione, dalla definizione delle finalità fino ai controlli e alle revoche. Si tratta di un impianto normativo completo che offre alle imprese una cornice chiara entro cui muoversi.
La gestione operativa sarà affidata a Invitalia, mentre l’effettiva apertura dello sportello sarà definita da un successivo avviso ministeriale. Questo passaggio sarà decisivo, perché stabilirà tempistiche e criteri concreti di accesso, determinando di fatto la competizione tra i progetti.
Chi può accedere: platea ampia e apertura a nuovi modelli
Il decreto individua una platea di beneficiari ampia e diversificata. Rientrano le imprese operanti nei principali comparti turistici, tra cui strutture ricettive, ristorazione, campeggi, stabilimenti balneari, centri termali e organizzazione di eventi. Particolarmente rilevante è l’apertura verso modelli più flessibili. Possono accedere anche imprese che, pur non rientrando formalmente nei codici ATECO previsti, dimostrino una prevalenza di fatturato nel turismo. Inoltre, è prevista la possibilità di coinvolgere proprietari degli immobili e forme aggregate come le reti d’impresa.
Gli investimenti finanziabili: energia, digitale e qualità dell’offerta
Il cuore della misura è rappresentato dalle spese ammissibili, che delineano chiaramente le direttrici di sviluppo del settore. Un primo asse riguarda la riqualificazione energetica, con interventi su edifici e impianti: isolamento termico, sostituzione di infissi, efficientamento dei sistemi di climatizzazione e riduzione dei consumi idrici. Si tratta di investimenti che, oltre a migliorare la sostenibilità, generano risparmi strutturali sui costi operativi. Un secondo ambito è quello della transizione digitale, che include sistemi di automazione, intelligenza artificiale, infrastrutture tecnologiche e building automation, con l’obiettivo di trasformare le strutture in ambienti connessi, capaci di offrire servizi personalizzati e migliorare l’esperienza del cliente. Infine, il decreto incentiva l’ammodernamento dell’offerta, includendo interventi su piscine, centri wellness, strutture congressuali e spazi per eventi. L’obiettivo è ampliare la gamma dei servizi e favorire la destagionalizzazione, elemento cruciale per aumentare la redditività.
Agevolazioni: contributi e finanziamenti per progetti ambiziosi
La dotazione complessiva della misura ammonta a 109 milioni di euro, suddivisi tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Gli investimenti ammissibili devono essere compresi tra 1 e 15 milioni di euro, segnale chiaro che il target sono iniziative strutturate e con impatto rilevante.
Il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 30% delle spese, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro, mentre il finanziamento agevolato può coprire fino al 70% dell’investimento. Il mix tra le due componenti consente di costruire piani finanziari equilibrati, riducendo il fabbisogno di capitale proprio.
Tempistiche e iter: pianificazione e rapidità esecutiva
Il decreto impone tempi stringenti. Gli investimenti devono essere completati entro 18 mesi dalla concessione, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
L’iter procedurale prevede una valutazione relativamente rapida: il soggetto gestore avrà circa 60 giorni per l’istruttoria. Tuttavia, la qualità della progettazione sarà determinante, poiché le domande dovranno includere un piano economico-finanziario dettagliato, un cronoprogramma e una progettazione tecnica completa.
Una misura da cogliere con visione strategica
Gli incentivi per il turismo 2026 rappresentano più di un semplice sostegno finanziario. Si configurano come uno strumento per guidare una trasformazione profonda del settore, orientata a innovazione, sostenibilità e qualità dell’esperienza turistica.
Per le imprese, la sfida non sarà solo accedere alle risorse, ma utilizzarle per costruire un vantaggio competitivo duraturo. Chi saprà integrare investimenti tecnologici, efficientamento energetico e ampliamento dell’offerta potrà posizionarsi meglio in un mercato sempre più selettivo.
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