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IPERAMMORTAMENTO 2026: ARRIVA IL DECRETO ATTUATIVO. OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE, MA CON REGOLE E CONTROLLI PIÙ SEVERI

25 Maggio 2026
Uniservizi.na

Con la Legge di Bilancio 2026 torna l’iperammortamento, una misura pensata per aiutare le imprese che investono in innovazione, digitalizzazione e transizione energetica. La novità è prevista dalla Legge n. 199/2025 e sarà resa operativa dal Decreto attuativo MIMIT-MEF. Si tratta di un incentivo importante, ma anche di una misura più rigida rispetto al passato, con più controlli e più adempimenti.
L’obiettivo è favorire gli investimenti in beni strumentali nuovi e in impianti per produrre energia da fonti rinnovabili, così da spingere le aziende a modernizzare i processi e, allo stesso tempo, a ridurre i consumi e migliorare l’efficienza energetica.

Come funziona l’agevolazione

Il nuovo iperammortamento si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Rientrano nell’agevolazione i beni nuovi destinati alla trasformazione tecnologica e digitale dell’attività produttiva, insieme agli impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile e ai sistemi di accumulo.
In pratica, l’impresa potrà dedurre una quota più alta rispetto al costo effettivamente sostenuto. Questo permette di pagare meno imposte sui redditi. Il meccanismo è noto alle aziende, ma oggi viene riproposto con regole più precise e con un’attenzione maggiore alla sostenibilità e alle norme europee sugli aiuti di Stato.
Una novità importante riguarda la scelta dei fornitori: viene meno il vincolo più stretto legato alle tecnologie prodotte in Europa. Le imprese avranno quindi più libertà di acquisto, purché i beni rispettino i requisiti tecnici richiesti.

Le aliquote previste

L’agevolazione cresce in modo diverso a seconda dell’importo investito. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione arriva al 180%. Per la parte di spesa tra 2,5 e 10 milioni la maggiorazione scende al 100%. Per la quota tra 10 e 20 milioni si applica una maggiorazione del 50%.
Il beneficio è quindi molto interessante per le imprese medio-grandi, ma può essere utile anche per realtà più piccole che vogliono rinnovare impianti, macchinari o sistemi energetici. Resta invece escluso il Software as a Service (SaaS), quindi i servizi software in cloud non rientrano nell’agevolazione.

Procedura digitale e scadenze da rispettare

La domanda si presenta tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), usando SPID o Carta d’Identità Elettronica. La procedura è divisa in più fasi e ogni passaggio è necessario per non perdere il beneficio.
Si parte con la comunicazione preventiva, che avvia il procedimento e descrive il progetto di investimento. Entro 60 giorni va inviata la comunicazione di conferma, con cui l’impresa dimostra di aver pagato almeno il 20% del costo del bene oppure, nel caso del leasing, di aver firmato il contratto e l’ordine.
L’ultimo passaggio è la comunicazione di completamento, da trasmettere entro il 15 novembre 2028. In questa fase l’impresa certifica che l’investimento è finito, che il bene è entrato in funzione e che è stato collegato ai sistemi aziendali. Serviranno anche una perizia asseverata e una certificazione contabile.

Più controlli e meno autodichiarazioni

Una delle novità principali è il rafforzamento dei controlli. Le imprese dovranno inviare ogni anno due comunicazioni aggiuntive: una entro il 20 gennaio e una entro il 30 giugno, con i dati sugli investimenti e sul piano di ammortamento.
Il GSE avrà un ruolo centrale: gestirà la piattaforma, ma potrà anche fare controlli, segnalare problemi e revocare il beneficio se trova irregolarità, dichiarazioni false o operazioni non corrette.
Non basterà più una semplice autodichiarazione. Le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione dovranno essere certificate da una perizia asseverata fatta da professionisti qualificati. Inoltre, servirà la certificazione contabile dei revisori legali, con costi a carico dell’impresa.

Più spazio anche per l’energia

Accanto agli investimenti tecnologici, il nuovo iperammortamento valorizza anche quelli sull’energia. Sono agevolabili gli impianti per produrre energia elettrica e termica per uso industriale, oltre ai sistemi di accumulo e ai servizi collegati.
L’obiettivo è aiutare le imprese a diventare più autonome dal punto di vista energetico, ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e accompagnare la transizione ecologica.

In sintesi, il nuovo iperammortamento 2026 è un’opportunità interessante per le imprese che vogliono investire e crescere. Ma per ottenere il beneficio serviranno attenzione, documenti in ordine e rispetto puntuale delle scadenze.

Affidarsi a consulenti esperti nella predisposizione della documentazione può fare la differenza.

Investi nelle competenze per vincere le sfide di domani!

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Antonio Ciccarelli
CONTATTI
ciccarelli@unindustria.na.it
Tel. 081 5836153

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