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IN VIGORE L’AI ACT: TUTTO CIÒ CHE LE AZIENDE DEVONO SAPERE PER ESSERE IN REGOLA

21 Ottobre 2024
Uniservizi.na

Il 1º agosto 2024 ha segnato un momento storico per l’Unione Europea con l’entrata in vigore del regolamento n° 1689/2024 sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act. Questo ambizioso regolamento rappresenta una pietra miliare per la regolamentazione dell’AI, promuovendo il suo sviluppo e utilizzo responsabile all’interno dell’Unione Europea.

A chi si applica l’AI Act?

Il nuovo regolamento introduce obblighi specifici per le aziende che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, adottando un approccio graduale basato sul rischio. I sistemi di AI vengono classificati in quattro categorie di rischio: minimo, specifico per la trasparenza, alto rischio e inaccettabile.
I sistemi a rischio minimo, come i filtri spam o i videogiochi, non sono soggetti a requisiti stringenti, anche se le aziende sono incoraggiate a seguire volontariamente codici di condotta. I sistemi a rischio specifico per la trasparenza, invece, come chatbot o sistemi di deepfake, devono informare chiaramente gli utenti della loro natura artificiale.
Per i sistemi ad alto rischio, impiegati in settori critici come sanità, istruzione e sicurezza, il regolamento prevede requisiti molto rigorosi. Questi includono la necessità di garantire la qualità dei dati, una supervisione umana adeguata e una documentazione tecnica dettagliata, oltre a trasparenza verso gli utenti. Infine, i sistemi considerati a rischio inaccettabile, come quelli usati per il “social scoring” governativo o per manipolare in modo dannoso il comportamento umano, sono completamente vietati.
Il regolamento dedica poi particolare attenzione ai modelli di AI per uso generale (GPAI), come i Large Language Model (LLM) tipo GPT o Claude. Questi sistemi devono rispettare specifici requisiti in materia di diritto d’autore e trasparenza sui dati utilizzati per il loro addestramento.

Quando entreranno in vigore le nuove regole?

L’applicazione dell’AI Act seguirà una tabella di marcia progressiva. Dal 2 febbraio 2025, saranno vietati i sistemi considerati a rischio inaccettabile. Le regole per i modelli di AI a uso generale entreranno in vigore dal 2 agosto 2025, mentre la maggior parte delle altre disposizioni, inclusi i requisiti per i sistemi ad alto rischio, diventeranno obbligatorie a partire dal 2 agosto 2026. Per i dispositivi già regolati da altre normative UE, la data di applicazione è fissata al 2 agosto 2027.
Nel frattempo, la Commissione Europea ha introdotto diverse iniziative per facilitare la transizione. Tra queste, il “patto per l’AI”, che incoraggia le aziende a rispettare volontariamente gli obblighi previsti dal regolamento prima delle scadenze ufficiali. Inoltre, sono in fase di sviluppo linee guida e strumenti di coregolamentazione, come codici di condotta e norme tecniche.

Strategia aziendale: l’approccio dual-track

Per affrontare le sfide poste dal nuovo regolamento, le aziende dovrebbero pianificare con attenzione le proprie strategie, adottando un approccio dual-track. Nel breve termine, si consiglia di sfruttare le opportunità presenti nell’attuale contesto normativo, mantenendo al contempo un occhio di riguardo verso l’adeguamento alle future normative. Le imprese che adotteranno proattivamente queste misure potranno non solo conformarsi alla legge, ma anche posizionarsi come leader nell’AI etica e responsabile.

Linee guida per le piccole e medie imprese

Per prepararsi al meglio all’AI Act, le piccole e medie imprese (PMI) dovrebbero:

  • Definire una politica aziendale per l’adozione e gestione dei sistemi di AI, individuando ruoli e responsabilità specifici.
  • Formare e sensibilizzare il personale, sviluppando programmi di formazione periodici sull’uso corretto dell’intelligenza artificiale.
  • Creare un catalogo dei sistemi AI utilizzati, classificandoli in base ai rischi previsti dal regolamento, includendo dettagli come scopi d’uso e valutazione dei rischi.
  • Valutare i rischi di ciascun sistema AI, tenendo conto sia dei criteri regolamentari che di eventuali rischi specifici legati al proprio contesto aziendale.
  • Adottare misure di gestione e sicurezza in collaborazione con i fornitori IT, incluse la supervisione esperta, la sicurezza dei dati di addestramento e la documentazione continua.

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Antonio Ciccarelli

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ciccarelli@unindustria.na.it
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