La Legge di Bilancio 2026, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, introduce un insieme di misure fiscali e agevolative rivolte alle imprese italiane. Le disposizioni riguardano principalmente incentivi agli investimenti, strumenti per la transizione digitale e sostenibile e interventi volti a sostenere la liquidità e l’accesso al credito delle aziende.
Riduzione della pressione fiscale e incentivi agli investimenti
Tra le novità rilevanti è prevista una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali ai fini dell’ammortamento. Questo meccanismo consente di incrementare la deducibilità fiscale sugli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature legati all’innovazione e alla transizione tecnologica. L’agevolazione è cumulabile con altri strumenti, come i crediti d’imposta ZES e ZLS e la Nuova Sabatini, consentendo alle imprese di programmare gli investimenti in maniera integrata.
ZES e ZLS: proroga e consolidamento degli incentivi territoriali
I crediti d’imposta per le Zone Economiche Speciali (ZES) e per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) sono prorogati per il 2026. Gli incentivi si applicano agli investimenti in impianti, macchinari o nuove sedi operative nelle aree agevolate. Le ZES sono unificate nella ZES Unica del Mezzogiorno, mentre le ZLS riguardano il Centro Nord.
Rifinanziamento di Nuova Sabatini e Contratti di Sviluppo
La legge conferma il rifinanziamento della Nuova Sabatini, strumento che supporta le PMI nell’acquisto di beni strumentali tramite finanziamenti agevolati e contributi in conto interesse. È prevista, inoltre, un’integrazione delle risorse per i Contratti di Sviluppo, destinati a progetti industriali con effetti sulla struttura produttiva e occupazionale delle imprese.
Incentivi per innovazione e Industria 5.0
Sono confermati i crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 5.0 per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0, armonizzati con il nuovo schema di ammortamento. Tali strumenti interessano digitalizzazione, efficienza energetica e sostenibilità dei processi produttivi, in linea con le direttive europee sulla decarbonizzazione.
IRES premiale
La legge introduce l’IRES premiale, applicabile alle imprese che reinvestono gli utili in nuovi investimenti produttivi e in occupazione. In questi casi, l’aliquota IRES ordinaria può ridursi dal 24% al 20%, in relazione agli investimenti effettuati e agli obiettivi produttivi raggiunti.
Liquidità e accesso al credito per le PMI
La normativa incrementa le dotazioni del Fondo di Garanzia per le PMI, modificando i criteri di accesso alla garanzia e favorendo una maggiore flessibilità. Sono confermati interventi sui confidi e sulle collaborazioni con il sistema bancario. Inoltre, strumenti di debito alternativi, come i minibond, rimangono disponibili per supportare la capitalizzazione e i progetti di sviluppo.
Stabilità fiscale e proroga di imposte sospese
La legge proroga fino al 31 dicembre 2026 la sospensione della plastic tax e della sugar tax, con effetti sulla pianificazione dei costi per le imprese dei settori manifatturiero e alimentare.
Individuare le misure più adatte al proprio business, rispettarne i requisiti tecnici e costruire progetti finanziabili richiede competenza e una pianificazione strategica accurata. Solo così gli imprenditori possono massimizzare l’accesso agli incentivi disponibili e tradurli in valore per la propria attività.
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